La via della salute. Dieta cinese

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La via della salute. Dieta cinese ed esercizi di qigong

Quando parliamo di dieta cinese intendiamo una condotta alimentare che si basi sulla tradizione popolare di un Paese come la Cina che ha saputo tramandare la propria medicina antica di millenni. Essa è infatti sopravvissuta nonostante il periodo oscurantista del secolo scorso. In Europa si può applicare la teoria della medicina cinese alla profonda e radicata tradizione gastronomica, per poter ritrovare il collegamento con le nostre radici del gusto.

In medicina cinese c’è un terreno comune su cui operatori e clienti possono ritrovarsi; esso è rappresentato dalle pratiche quotidiane: l’alimentazione e il qigong.

Un buon operatore di medicina cinese le conosce e usa entrambe per promuovere la propria salute. Con la consapevolezza derivata dalla pratica, le utilizza per suggerire ai propri clienti la via.

Un buon cliente ascolta e mette in pratica il più possibile i suggerimenti, sperimentando e crescendo in consapevolezza ed autonomia nella comprensione dei propri equilibri. Il ruolo attivo e libero riconosciuto all’individuo è un punto di forza evidente.

Serve uno sguardo filosofico per avvicinarsi alla dieta cinese?

Il vantaggio di avere un mondo filosofico di riferimento è l’enorme risorsa della medicina cinese, perché attraverso il proprio sguardo essa legge i disequilibri e attua strategie per l’equilibrio.

Al centro di tale mondo filosofico sta il concetto di energia, il qi. Il qi è la manifestazione della relazione tra yin e yang, due principi relativi per i quali nulla è yin o yang in assoluto, ma sempre in relazione a qualcos’altro.

Lo yin è ciò che sta più in basso, è più freddo, è più scuro, più lento, più profondo…. rispetto allo yang, che sarà quindi a sua volta relativamente più in alto, più caldo, più luminoso, più rapido, più superficiale…

Un altro modello filosofico estrapolato dall’osservazione delle leggi naturali è basato sulle corrispondenze tra elementi presenti in natura (Legno, Fuoco, Metallo, Acqua e Terra) e 5 coppie organo-viscere dell’organismo umano; la complessità della fisiologia è così semplificata e resa analogicamente fruibile.

L’essere umano è al centro della medicina cinese, tanto da ritrovare nell’ideogramma cui corrisponde il concetto di QI un chicco di riso da cui salgono vapori (l’energia appunto per l’uomo deriva dal cibo). In questa visione gli alimenti non vengono visti per i contenuti quantitativi, bensì per gli effetti che sortiscono sull’uomo una volta ingeriti.

Caratteristiche degli alimenti

E allora avremo che un alimento sarà definito così:

  1. Per la sua NATURA TERMICA: la sua capacità di influenzare l’equilibrio yin\yang portando calore al corpo, sottraendolo o non condizionando l’equilibrio termico.
  2. Per il suo SAPORE: la sua capacità di dirigere l’energia. I sapori sono associati alle 5 Corrispondenze e alle coppie organo-viscere. Il loro uso in relazione ad essi non è scontato.

I sapori:

  • l’ACIDO contrae e trattiene ed è associato al Fegato che sostiene nella raccolta del sangue e contrasta nella funzione di scorrimento dell’energia, inoltre aiuta il lavoro di interiorizzazione del Polmone e l’equilibrio del Cuore;
  • l’AMARO dissecca e dirige l’energia in basso, è associato al sistema Cuore dandogli tono muscolare come pompa. Inoltre aiuta Rene ad avere solidità e Milza e Polmone nella gestione dell’umidità
  • il DOLCE tonifica l’energia di Milza e armonizza Fegato
  • il PICCANTE mobilizza l’energia e la dirige verso l’esterno e l’alto, aiuta Polmone a dissolvere catarri, Fegato nello scorrimento del qi e Rene nella gestione dei liquidi
  • il SALATO ammorbidisce e porta il qi in basso e all’interno, sostiene Rene e Cuore (non l’eccesso di sale, ma il sapore salato per esempio del pesce).

La maggior parte degli alimenti ha sapore dolce e proprio il dolce rappresenta la base di questa dieta, a base di riso, legumi, carne e verdure. Si ricordi che per dolce si intende il sapore dei cereali, mentre il sapore dello zucchero è eccessivo e va usato con cautela.

  1. Per il TROPISMO D’ORGANO, cioè per il suo bersaglio preferenziale nell’organismo, inteso come sistema funzionale che è maggiormente risonante con l’alimento.
  2. Per le AZIONI. Esse variano dal tonificare il qi o lo yang, al nutrire lo yin, il jing, i liquidi o il sangue, dal promuovere la digestione all’attivare la diuresi o l’evacuazione, umidificare o drenare Umidità o Calore-Umidità, riscaldare o raffreddare…

Gli alimenti della dieta cinese

Le macro categorie prese in considerazione sono: i cereali in chicco come tonici del qi, ed essi insieme a pesci, legumi, semi oleosi e noci sono anche fonti di JING (quintessenza nutritiva) e sostegno dell’energia profonda nell’organismo. Le carni sono considerate potenti tonici e nutrienti del sangue e insieme alle verdure sostengono l’energia nutritiva. Infine frutta, latticini e uova sostenendo i liquidi hanno una relazione con l’energia più superficiale, quella di relazione con il mondo esterno. Esistono criticità rispetto a carni e latticini sia per la qualità dei prodotti (sono al termine della catena alimentare ed accumulano molte tossine) sia per l’intenso potere nutritivo che richiede lavoro digestivo e può creare ristagni.

Date queste premesse la condotta alimentare può essere adattata ad ogni bisogno, adeguandola al particolare equilibrio in atto.

Più in generale invece sono interessanti le considerazioni che riguardano la dieta cinese e una CONDOTTA ALIMENTARE DI LUNGA VITA, con concetti base che tendono a far sì che l’individuo si connetta il più possibile con i ritmi dell’ambiente. Ha primaria importanza la scelta degli alimenti: stagionalità, origine genuina e il più possibile locale, integrità dell’alimento: meglio chicchi che farine, meglio integrale che raffinato…

A ciò si accompagna la capacità di trasformare in cucina gli alimenti con trattamenti e cotture adeguati.

Il modo di preparare i pasti dovrà variare e osserviamo come si adegua la dieta cinese nel corso dell’anno preferendo un’alimentazione riscaldante in inverno e rinfrescante in estate.

Nelle diverse stagioni

In inverno si consigliano preparazioni nutrienti e ricche per il sangue e per tutto il corpo, cotte a lungo, di natura calda e con sapore dolce (il più tonico tra tutti) e leggermente piccante, ma anche salato che tesaurizzi qi e sostanze.

In primavera si vuol favorire l’emersione del qi mobilizzando con il sapore piccante il qi di tutto il corpo e in particolare del Fegato che risponde a questo sapore attivandosi. Le cotture si fanno più leggere e brevi, si tolgono i coperchi!

In estate si riducono i tempi del fuoco, si cucinano e lavorano gli alimenti per reintegrare i liquidi perduti, per mobilizzarli e tenere nel contempo le energie in superficie per tenere fuori il caldo (utili la menta e il peperoncino, il coriandolo e lo zenzero). Il consumo di frutta porta liquidi corporei e sapore salato che aiuta la raccolta del sangue nel Fegato.

L’autunno è una stagione in cui aiutare il Polmone nel suo difficile equilibrio di giusta umidificazione oltre che nella discesa verso l’interno delle energie. Un valido aiuto viene dal sapore amaro della famiglia delle rape e dal sapore acido di alcuni frutti come le pere che hanno specifico tropismo per questa loggia. Importanti anche i semi oleosi e più specificamente le mandorle che hanno azione tonica e facilitano la discesa verso il basso del qi di Polmone. In generale la tonificazione del Polmone passa per la tonificazione di Milza (traducibile come sistema digestivo).  Ciò avviene grazie al consumo regolare di cereali in chicco, pesci, legumi, semi vari e carni.

La dieta cinese nell’arco della giornata

Va considerato che la mattina avviene l’emersione, la salita delle energie yang e grande importanza assume la colazione che ha lo scopo di attivare l’organismo. Essa può essere fatta anche con cibi salati (come d’altronde avviene nella maggior parte delle tradizioni popolari), magari avanzi del giorno prima. Se dolce, meglio considerare l’uso di fiocchi d’avena o di cereali in chicco abbinati a frutta secca di vario genere (semi di girasole e uvetta per esempio) o fresca (in inverno meglio cotta). Importante la mobilizzazione attraverso l’uso di alimenti con sapore piccante: scorze di limone, cardamomo, cannella, peperoncino…

Il pranzo deve essere un pasto nutriente e tonico con lo scopo di sostenere le attività della giornata ancora in corso.

La cena invece è bene sia leggera e non abbondante, senza eccessi di cibi tonici e molto nutrienti. L’effetto del pasto dev’essere calmante, quindi si punta su zuppe di sapore dolce, senza eccessi di sapore piccante.

L’alimentazione cinese ha un “chiodo fisso”: difendere il fuoco digestivo

– Consumando bevande tiepide durante il pasto o almeno evitando bevande fredde di frigorifero e analogamente equilibrando le nature termiche degli alimenti. Ricordo che soprattutto il freddo altera le capacità digestive e gli alimenti freddi sono: banane, cachi, angurie, alghe, cetrioli, yogurt. Molta frutta e verdura è fresca. Un consumo elevato quando non esclusivo di queste categorie prevede molte accortezze per proteggere le capacità digestive (almeno la cottura!).

– Aprendo il pasto con una zuppa calda

– Usando regolarmente erbe aromatiche e spezie che facilitano la trasformazione delle essenze dei cibi.

– Limitando gli alimenti che portano umidità, quali latticini animali, farine bianche, lieviti e zucchero. L’umidità va intesa come patogeno interno, che dà senso di ottundimento, pesantezza agli arti, gonfiori, dispepsie e feci molli.

Interiorizzare i principi base e ascoltare il proprio corpo permette di raggiungere serenità nella gestione della propria condotta alimentare, evitando rigidi regimi basati sulla rinuncia o sulla costruzione di gabbie comportamentali. Alla base della lunga vita c’è la libera scelta, felice e consapevole.

L’esercizio fisico

L’altra pratica quotidiana è costituita dagli esercizi di Qi Gong. Il termine  letteralmente significa lavoro con l’energia. È un termine generico che raggruppa un insieme di “pratiche energetiche” di benessere, salute, risveglio e realizzazione personale con origini diverse. Attualmente in Cina e in molti paesi Asiatici esso viene praticato oltre che per il mantenimento della salute anche nella patologia, per aumentare le capacità di guarigione. La pratica del Qi Gong, attraverso movimenti semplici, permette di prendere coscienza della circolazione dell’energia (QI) e della sinergia tra movimento e respirazione.

È giunto il momento di far osservare che PRIMA del cibo la principale fonte energetica per l’organismo è proprio la respirazione. Questa pratica consente di lavorare sull’insieme del corpo, migliorando l’equilibrio sia fisico che psichico. Ciò facilita il mantenimento di un buon stato di salute, rinforzando il corpo tramite l’accrescimento della propria energia interna. Il Qigong può essere praticato come una semplice “ginnastica dolce”, così come una pratica di meditazione che utilizza movimento, respiro, energia (Qi) e visualizzazioni.

Le pratiche Taoiste considerano il corpo “il Tempio della Salute”, laboratorio di trasformazioni atte a preservare e consolidare la qualità dell’esistenza ed allungarne la durata. Per compiere questo cammino è utile, una volta appresi i principi fondamentali che permettono al praticante di accedere al proprio mondo interno, stabilendo un dialogo fra mente e corpo, adattare a sé una pratica. “È la pratica quindi ad adattarsi al praticante, non viceversa”, come accade nella quasi totalità delle discipline corporee.

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Autori:

Valeria Tonino – Esperta di alimentazione secondo la medicina cinese, Responsabile del corso di Alimentazione Energetica di ScuolaTao

Terzo Rosetti – Operatore TuiNa, istruttore di DaoYin QiGong, docente ScuolaTao