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Covid-19: medicina occidentale e cinese

covid19 virus
Un articolo del Dr. Roberto Riva

Condividiamo questo interessante e utile articolo del dr. Riva.
Dirigente medico di neurologia, Agopuntore, Esperto di Medicina Cinese
IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche, AUSL Bologna,
Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie, Univeristà di Bologna

COVID-19 Medicina Occidentale e Tradizionale Cinese

MEDICINA OCCIDENTALE

Introduzione

I coronavirus sono virus comuni in molte specie animali e in alcuni casi possono trasformarsi e infettare l’uomo. Per esempio, il 10-20% dei raffreddori è dovuto ad alcuni coronavirus e infettano l’uomo nei mesi invernali e nella prima primavera. Il Covid-19 (l’influenza da Coronavirus identificata nel dicembre 2019) è causato da una nuova variante di coronavirus ma strutturalmente correlato al virus che ha causato la sindrome respiratoria acuta grave all’inizio del nuovo millennio (SARS). Come nei due precedenti casi d’influenza da coronavirus negli ultimi 20 anni – SARS (2002 e 2003, Coronavirus SARS CoV) e sindrome respiratoria del Medio Oriente (Coronavirus MERS CoV dal 2012 ad oggi) – l’epidemia di Covid-19 pone delle dure sfide alla società, in particolare per la salute pubblica, per la ricerca, per la comunità medica, per l’economia e per la politica.

Caratteristiche cliniche

I sintomi più comuni comprendono febbre, tosse secca, difficoltà respiratoria e disturbi gastrointestinali come diarrea, indolenzimento muscolare e astenia. Nei casi di evoluzione severa si osserva rapida crescita della temperatura, polmonite, dispnea acuta anche grave, frequenza respiratoria > 30/min, saturazione di ossigeno < 93%, insufficienza renale che, se non trattate, possono essere letali. Le persone più suscettibili di evoluzione severa sono le persone anziane, i fumatori e quelle con patologie preesistenti in terapie croniche come ipertensione, diabete, malattie cardiovascolari, patologie polmonari e tumori. Nei bambini la malattia è rara e, quando presente, si manifesta con sintomi lievi. Il sesso maschile è più suscettibile di quello femminile.
La diagnosi è confermata mediante ricerca del virus nel tampone naso-faringeo. Si osservano anche alterazioni di esami ematochimici aspecifici ma indicativi di infezione e infiammazione. La TC polmonare mostra abbastanza precocemente infiltrati multifocali bilaterali. In circa l’80% dei casi, il decorso clinico è lieve o moderato, anche senza polmonite, e si guarisce in breve tempo; nel 10-14% la malattia è severa e nel 6-10% il quadro clinico è critico con insufficienza respiratoria, shock settico con possibile insufficienza multiorgano.
Il periodo d‘incubazione è in media di 5-7 giorni con un intervallo che va da 2 a 14 giorni. La contagiosità è già presente ai primi sintomi con carica virale più alta all’inizio della sintomatologia.
Dai dati fino ad ora pubblicati si evince che ogni soggetto portatore può infettare 2-3 nuovi soggetti, questo significa che l’epidemia continuerà a diffondersi e si fermerà solo quando si riuscirà a far scendere quest’indice sotto 1.
E’ evidente che, nella maggior parte di casi, i primi 14 giorni sono quelli da studiare per limitare la severità della malattia. Dato che le informazioni importanti si possono ricavare soprattutto nella finestra temporale limitata a una o due settimane, è necessario mobilizzare velocemente sufficienti risorse e mezzi.
Il tasso di mortalità della polmonite associata al virus, ora riportato, è di circa 1,5-6,5%, calcolato sui casi con sintomatologia evidente, la differenza è associata alle varie condizioni geografiche e ambientali. Il numero di casi asintomatici o minimamente sintomatici e che sfuggono alle rilevazioni è presumibilmente superiore al numero di casi segnalati e quindi il tasso di mortalità stimata probabilmente è inferiore. Ciò suggerisce che le conseguenze cliniche generali di Covid-19 potrebbero essere più gravi di un’influenza stagionale severa o pandemica (simile a quelle del 1957 e del 1968) ma meno di una malattia come la SARS o la MERS, che hanno avuto rispettivamente un tasso di mortalità tra il 10% e il 36%.

Trattamento

Il trattamento è simile a quello delle altre polmoniti virali e si basa su terapia di supporto, anche se si stanno esplorando diversi approcci sperimentali. L’OMS ha pubblicato un documento per la gestione clinica dei soggetti con COVID-19. Tra i farmaci utilizzati ci sono la idrossiclorochina, l’Interferone-1β e gli antivirali Lopinavir-Ritonavir, il Remdesivir e il Favilavir, e prodotti della Medicina Tradizionale Cinese. Ultimamente si è iniziato a usare il Tocilizumab, un anticorpo monoclonale utilizzato nell’artrite reumatoide che sembra utile nel limitare l’infiammazione severa ed è in fase sperimentale un nuovo anticorpo monoclonale specifico per il COVID-19. Sono in corso intensi sforzi per sviluppare un vaccino contro Covid-19 e si prevede che i primi vaccini possano essere disponibili per la sperimentazione nell’uomo non prima dell’inverno prossimo. Sono in corso studi genomici ed epigenetici che potranno evidenziare i genotipi e i fenotipi e altri fattori dell’ospite (es: HLA, antigeni AB0, Rh, sesso, fumo, ambiente, stress, ecc) che predispongono le persone all’infezione e alla progressione della malattia, informazioni fondamentali nella prevenzione e nella terapia.

L’epidemia di Covid-19 è un esempio della dura sfida in corso nei confronti di agenti patogeni infettivi emergenti e riemergenti e della necessità di una sorveglianza costante, di una diagnosi tempestiva e di una solida ricerca per comprendere la biologia dei nuovi organismi e le nostre suscettibilità nei loro confronti sviluppando contromisure efficaci.

Vie di trasmissione

L’infezione si trasmette per esposizione alle goccioline espulse con lo starnuto o con la tosse e quindi attraverso contatti stretti sopratutto in ambienti chiusi. Si può anche trasmettere per contatto diretto con le secrezioni (mani contaminate che toccano le mucose di naso, bocca e occhi). La trasmissione per via aerea (cioè a distanza superiore a un metro) non è ancora documentata, sebbene sembri che il virus si ritrovi fino a 4 metri (ovviamente diluendosi) e rimanga in aria per circa 30 minuti nelle situazioni nelle quali si genera aerosol. Sembra che la trasmissione del virus correli anche con la concentrazione delle polveri sottili nell’aria; Queste polveri potrebbero essere veicolo statico per il virus e quindi le zone con maggior inquinamento potrebbero peggiorare la trasmissione. Il virus è stato trovato anche nelle feci e, sebbene non si ritenga quantitativamente rilevante, la trasmissione oro-fecale è da considerare possibile. Dai primi dati, non sembra che il virus si trasmetta dalla madre al feto e non è stato trovato nel latte materno di madri infette.

Guarigione

I soggetti positivi devono rimanere in isolamento fino alla guarigione clinica che deve essere supportata dalla assenza del virus nel tampone naso-faringeo.

Disinfettanti

Non esistono dati certi sul COVID-19 ma dai dati disponibili i coronavirus umani sono inattivati efficacemente con disinfezione delle superfici con agenti comuni come etanolo al 60-70%, acqua ossigenata allo 0,5%, ipoclorito di sodio allo 0,1% in 1 minuto. Sebbene non esistano dati sperimentali specifici si ritiene che la stabilità del virus sulle superfici dipenda da temperatura, umidità e tipo di superficie. Il lavaggio frequente delle mani è necessario per limitarne la diffusione.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Nella medicina occidentale l’influenza è il risultato dell’infezione da virus di vario tipo e quella pandemica 2020 è attribuita al COVID-19, un nuovo tipo di coronavirus. La Medicina Tradizionale Cinese (MTC), invece di un’interpretazione “microscopica e microbiologica”, utilizza un concetto macroscopico, visibile ed olistico. Nella MTC il concetto di batteri e virus che causano malattie è incorporato nel concetto di Qi esogeno patogeno, ed è classificato con diversi sistemi di diagnosi e trattamento. Le patologie da virus e batteri sono considerate malattie causate da energie patogene che attaccano l’uomo in periodi climatici stagionali ricorrenti e sfavorevoli o in condizioni igieniche particolarmente inadeguate. Queste energie sono classificate come Qi esogeni patogeni. Se le condizioni ambientali li favoriscono, si rafforzano e attaccano e penetrano l’uomo. Se il corpo umano è debole, questi fattori patologici avranno un’opportunità più agevole di penetrare nel corpo, portando facilmente a varie malattie tra le quali l’influenza. Si ritiene che i cambiamenti stagionali, cattive abitudini alimentari e igieniche, eccesso di attività mentale o fisica, inducano alterazioni considerevoli sul corpo umano, alcune positive e altre sfavorevoli. Le alterazioni sfavorevoli dei cambiamenti stagionali o dei disequilibri energetici indotti da stress e da alimentazione sbagliata sono considerate dalla MTC come minacce alla nostra salute.
Ci sono sei Qi esogeni patogeni: “il vento” (un elemento di Legno, più diffuso in primavera), “il calore e il fuoco” (due elementi di Fuoco, più diffusi in estate), “l’umidità” (un elemento di Terra, più prevalente in tarda estate), “la secchezza” (un elemento di Metallo, più diffuso in autunno) e ” il freddo” (un elemento di Acqua, più prevalente in inverno). Ovviamente, l’influenza di questi cosmopatogeni può essere molto diversa, oltre che in base al clima stagionale, anche in rapporto al luogo geografico. Tra i vari cosmopatogeni, il vento è considerato il principale Qi patogeno che più spesso causa influenza. E’ considerato l’agente patogeno di molte malattie nella MTC. Colpisce il corpo allo stesso modo in cui lo spostamento dei rami e delle foglie di un albero influenzano l’albero. Il vento è un fenomeno Yang e quando attacca il corpo, penetra nelle pelle e negli orifizi. Sebbene sia un agente della primavera, il vento può esistere in ogni stagione e colpisce soprattutto nelle parti alte e esterne del corpo, in particolare faccia, pelle, ghiandole sudoripare e polmone. Nel Huangdi Neijing (Il classico di “Medicina” interna dell’Imperatore Giallo), antico trattato di medicina cinese, si dice: “Il danno inflitto dal vento colpisce principalmente la parte superiore”. L’attacco del vento causa un disequilibrio nell’energia difensiva, facilitando l’invasione di altri fattori patogeni. Il Qi patogeno vento, infatti, raramente attacca da solo, di solito è accompagnato da qualche altro Qi patogeno secondo la caratteristica climatica stagionale. Ad esempio, le patologie vento-freddo sono più diffuse in inverno, mentre le patologie vento-calore sono più diffuse in estate. Anche l’umidità e la secchezza sono cosmopatogeni che possono influenzare la forza di aggressione del vento e condizionarne la penetrazione nel corpo umano.
Il trattamento MTC per l’influenza non si concentra sulla rimozione diretta di virus ma sul ripristino dell’armonia interna del corpo umano in modo che l’organismo sia capace di rendere innocuo ed eliminare il patogeno. L’armonia delle energie del corpo è anche ricercata come trattamento preventivo, per impedire o rendere più difficile la penetrazione del patogeno. Da un punto di vista occidentale questo potrebbe essere spiegato come una modifica dell’ambiente interno del corpo umano, in modo che il virus non possa trovare un buon habitat per sopravvivere. Riprendendo un sano equilibrio energetico, l’influenza non si manifesterà o, se il Qi patogeno penetra, i sintomi saranno più lievi e scompariranno gradualmente, pertanto la malattia sarà quindi trattata ed eliminata. Nella comprensione della medicina cinese, i sintomi dell’influenza sono il risultato di una battaglia tra il Qi difensivo (Wei Qi) del corpo e il Qi patogeno esogeno che lo ha invaso. Il Qi difensivo è un tipo di energia vitale che protegge il corpo dagli attacchi del Qi patogeno esogeno. Questa energia circola nella parte superficiale del corpo, attraverso la pelle e i muscoli, per proteggere dagli attacchi del Qi patogeno.
Un certo grado di avversione al freddo è uno dei primi segni che il Qi patogeno sta attaccando il corpo umano. Quando lo scontro tra Qi difensivo e il Qi patogeno è forte, si ha un aumento della temperatura corporea con febbre. Maggiore è la febbre, più intenso è il combattimento tra le due forze e quindi maggiore è la severità della malattia. Il grado di febbre e di avversione al freddo aiuta anche a differenziare il tipo di patogeno che sta invadendo.
Queste situazioni patologiche possono essere analizzate secondo diversi paradigmi e approcci diagnostici in funzione della specifica situazione clinica acuta o cronica, del luogo geografico, delle condizioni meteorologiche e dello stato costituzionale ed energetico del soggetto da esaminare.
Il COVID-19 è un’infezione da virus, quindi in MTC è considerata una patologia da aggressione di un patogeno di origine esterna. Nei tempi più antichi, queste patologie epidemiche sono state spiegate usando paradigmi differenti e in particolare principalmente utilizzando i paradigmi del Vento-Freddo o del Vento-Calore associati ai sei livelli energetici o ai quattro strati. Questi paradigmi sono stati definiti da due scuole di pensiero che si sono sviluppate a distanza di circa XV secoli (II sec. e XVII sec. d.C.). Entrambi questi paradigmi sono tuttora funzionali. Si noti che il patogeno Vento è presente in entrambe le scuole nella visione delle patologie da esterno. Con le conoscenze attuali possiamo generalmente associare le invasioni da virus stagionali con il vento freddo e quelle batteriche stagionali con il vento calore ma, ovviamente, molte sono le eccezioni poiché le condizioni di umidità o di secchezza modificano anche significativamente le relazioni tra i vari fattori cosmopatogeni.

Classificazione secondo i Sei livelli

Questo paradigma già noto nel II sec d.C interpreta queste situazioni come invasione da Vento-Freddo e spiega la patogenesi e la sintomatologia utilizzando i sei livelli energetici. Con le conoscenze attuali possiamo dire che l’invasione dello stesso patogeno (virus) può determinare situazioni cliniche differenti in funzione dell’ambiente (umido, secco) e dello stato clinico del soggetto. Le diverse situazioni cliniche possono essere lette con l’invasione di uno specifico livello energetico, facilitato dalle condizioni esterne e interne.
Questo paradigma vede l’organismo come una struttura energetica a sei livelli. Ha una sua utilità sia diagnostica, sia prognostica sia terapeutica. Ciascun livello è costituito dall’accoppiamento delle energie di due meridiani principali. I tre livelli energetici più esterni sono costituiti dalle energie dei sei canali Yang e quindi sono correlati con i visceri Fu (Intestino Crasso, Intestino Tenue, Vescica, Stomaco, Vescicola Biliare e Triplice Ricaldatore) mentre i tre livelli più interni dalle energie dei sei meridiani Yin e sono correlati con gli organi Zhang (Polmone, Cuore, Milza,Fegato, Reni e Pericardio).
Il livello più esterno è il Tai Yang (grande Yang) ed è formato dai meridiani di Vescica e Piccolo Intestino; il livello Yang intermedio è lo Shao Yang (piccolo Yang) costituito dai meridiani del Triplice Riscaldatore e della Vescicola Biliare; il livello Yang più interno è lo Yang Ming ed è costituito dai meridiani di Stomaco e Intestino Crasso. Il livello Yin più esterno è il Tai Yin, costituito dai meridiani di Milza e Polmone, quello intermedio è lo Shao Yin, costituito da Cuore e Reni e quello più interno è lo Jue Yin (Minimo Yin), costituito da Pericardio e Fegato.
Il livello energetico più esterno (Tai Yang) è quello che per primo entra in contatto con il patogeno Vento-Freddo. Al contrario, i livelli Yin più interni sono quelli che rappresentano l’area vitale più profonda dell’organismo, in stretto contatto con gli Zhang e che deve essere ben protetta dall’invasione dei patogeni esterni e che in caso d’invasione determina sindromi severe. Nel caso dell’invasione di un virus si tratta di un patogeno esterno, interpretato come Vento-Freddo.
Ovviamente la sintomatologia è differente in funzione del livello energetico invaso dal patogeno. L’invasione del Tai Yang che avviene all’inizio della patologia provoca rigidità al collo e alle spalle, cefalea occipitale (zone percorse dal Tai Yang), febbricola, indolenzimento muscolare e osseo, rinorrea, avversione al freddo, tosse e prurito alla gola. A questo stadio è coinvolta solo la Wei Qi, in questo caso del Polmone. In tal modo, la funzione di discesa del Qi da parte del Polmone è ridotta, con le relative conseguenze. Il patogeno Vento può infiltrare anche i meridiani tendino-muscolari limitando ulteriormente la circolazione della Wei Qi. Ci può anche essere un’iniziale difficoltà a trasformare i liquidi. Il polso è lento e superficiale e la lingua può presentare un induito bianco sottile.
Se il patogeno raggiunge lo Shao Yang (la cerniera tra Yang più esterno e quello più interno) la febbre peggiora, si hanno brividi da freddo e astenia. Data l’oscillazione della direzione del livello energetico verso l’esterno e verso l’interno ci può essere alternanza di brividi e avversione al freddo (Tai Yang) con febbre e senso di calore (Yang Ming). A questo si accompagnano tosse secca, alternanza di pienezza e distensione toracica, irritabilità, nausea e un peggioramento della dolorabilità, soprattutto nelle zone percorse dallo Shao Yang (es: fianchi). Il polso diventa fine e a corda e la lingua presenta sempre una patina bianca sottile, spesso unilaterale. Se attacca concretamente lo Yang Ming, il patogeno si trasforma in Calore e la febbre peggiora, la sudorazione diventa abbondante, le guance si arrossano, c’è irascibilità e iniziano ad essere colpiti gli organi con costipazione, gonfiore addominale, disturbi digestivi. Il polso diventa ampio e rapido e la lingua inizia a diventare rossa con induito giallo, a volte secco. A questo punto, sebbene la patologia non sia ancora severa, ci sono già i segni che il patogeno è riuscito a penetrare in profondità.
Se il patogeno raggiunge lo strato energetico Yin inizialmente nel Tai Yin, lo strato collegato con le energie Yang, la sensazione di freddo aumenta, compare diarrea e l’astenia diventa più severa con pienezza addominale e nausea. A questo livello c’è un coinvolgimento importante del tessuto polmonare e la difficoltà respiratoria può essere severa. Il polso diventa profondo, lento e debole e la lingua diventa pallida con induito vischioso bianco.
Nel caso di successivo approfondimento la situazione si aggrava seriamente. In alcuni testi, i due livelli Yin interni (Shao Yin e Jue Yin) sono invertiti specificando che il livello corrispondente a Reni e Cuore (Shao Yin) è quello più interno, più legato al senso pieno della vita, quello da difendere con maggiore forza. In ogni caso, la penetrazione del patogeno a questi due livelli si accompagna a un serio aggravamento.

La sintomatologia dipende dal deficit iniziale che ha permesso al patogeno di penetrare.
Se c’é un deficit di Yang prevale la freddolosità, l’astenia marcata, gli arti sono freddi, le urine scure, c’é ansia e sonnolenza. Se prevale il deficit di Yin, dominano il calore, l’irritabilità, l’insonnia, la secchezza alle mucose e la sudorazione. Nei casi di gravi deficit di Yin e di Yang generalizzati, prevale la dissociazione tra calore e freddo con fuoco che sale verso l’alto portando freddo nelle parti basse del corpo. A questa dissociazione si aggiunge dolore mediastinico, seria difficoltà respiratoria e diarrea. Il polso può essere debole o fine, la lingua pallida o rossa, senza induito o con induito bianco secondo il deficit riscontrato e il livello profondo (organo) coinvolto.
Da questa descrizione è evidente che in caso di deficit di Yin o Yang di Rene, com’è facile osservare nelle persone anziane, il patogeno riesce più facilmente a penetrare fino agli strati più interni e determinare anche insufficienza multiorgano e quindi situazioni cliniche severe che richiedono interventi in emergenza.
La situazione è ovviamente più grave se si accompagna un deficit energetico dovuto a patologie e trattamenti farmacologici cronici. Al contrario, in caso di una forte energia Yang, come nel caso di bambini e soggetti giovani l’organismo è in grado di contrastare con minore difficoltà l’avanzamento del patogeno virale e i sintomi sono più superficiali e modesti.

Classificazione secondo i Quattro Strati

Il paradigma delle patologie da Calore modifica, nel XVIII secolo, in modo importante il precedente paradigma del Vento postulando che alcuni patogeni esterni colpiscono in modo indiscriminato le persone indipendentemente dalla loro forza difensiva, essendo i patogeni dotati di una forza invasiva potente come appunto la natura del vento. Introduce in qualche modo la virulenza e la contagiosità che determinano la caratteristica endemica di queste malattie. Inoltre il paradigma sostiene che questo tipo di patologie, che causano malattie con febbre, sono caratterizzate sopratutto dal patogeno Vento-Calore ma anche dal Vento-Freddo e penetrano nell’organismo attraverso il naso e la bocca. Ovviamente il patogeno Vento sia associato al calore sia associato al freddo induce anche patologie differenti rispetto a quelle influenzali. Il COVID-19 ha caratteristiche di forte virulenza e una tendenza a penetrare velocemente e abbastanza facilmente negli strati meno superficiali.
Il paradigma dei 4 strati rappresenta differenti livelli di profondità energetica e considera uno stretto rapporto tra zone corporee, sostanze, meridiani e Zang/Fu e, dallo strato più esterno a quello più interno, corrispondono rispettivamente a:
1) Lo strato esterno Wei (WeiFen), Yang nello Yang, lo strato di difesa attiva rappresentato dalla Wei Qi e dalla superficie corporea, dai meridiani tendinomuscolari e i piccoli vasi capillari. Questo strato corrisponde in qualche modo al Iivello Tay Yang del paradigma a 6 livelli.
2) Lo strato del Qi (QiFen), Yin nello Yang, rappresentato dal Qi corretto (Zheng Qi) che scorre nel corpo con coinvolgimento soprattutto dal Polmone, Stomaco e Grosso Intestino.
3) Lo strato Ying (YingFen), Yang nello Yin, Qi nutritivo, lo strato della difesa passiva, della Ying Qi, rappresentato dai meridiani principali.
4) Lo strato interno Xue (XueFen), Yin nello Yin, rappresentato dallo strato interno più Yin, dal Sangue (Xue) corrispondente ai grandi vasi sanguigni. A questo livello vi è il coinvolgimento di Cuore e Pericardio.
Le due zone più esterne sono nutrite dai liquidi limpidi mentre le due più interne dai liquidi torbidi. Quest’aspetto ha una rilevanza nella patogenesi e nella diagnosi.

Le patologie infettive e contagiose penetrano dal livello più superficiale WeiFen a quello via via sempre più profondo QiFen, YinFen e XueFen. Nel caso d’infezione acuta respiratoria con alta virulenza come per il COVID-19 i sintomi sono d’invasione di Vento esterno che colpisce lo strato più esterno per poi approfondirsi, aggravando la sintomatologia e la malattia. La velocità e il grado di penetrazione dipendono dalla forza del patogeno e dalla capacità di resistenza dell’organismo. Nel caso di deficit dell’energia difensiva il patogeno riesce più facilmente ad approfondirsi. All’inizio dell’infezione il patogeno raggiunge lo strato più superficiale ma può passare progressivamente agli strati sottostanti, aggravando per gradi la malattia. Alla presenza di un forte deficit dell’energia corretta (Zheng Qi) il patogeno può non seguire una gradualità di approfondimento ma attaccare direttamente uno strato interno e quindi avere una comparsa brusca e un’evoluzione rapida.
L’interessamento della Wei Qi da parte del Vento-Calore induce una serie di sintomi come febbre, avversione al freddo, cefalea, gola dolorante, sudorazione, indolenzimento muscolare. La lingua è rossa, l’induito bianco sottile e il polso rapido e superficiale. Se il Vento non è contrastato, penetra nello strato interno del Qi e quindi nel Polmone. I sintomi sono tosse (nel caso del COVID-19 è secca), avversione al caldo, febbre, insonnia, oppressione toracica, dispnea. La lingua è rossa con induito giallo. Il polso è profondo e scivoloso. Se il patogeno penetra al livello più profondo, il livello dello Ying, inizia ad alterare lo Yin, la materia. I sintomi peggiorano e c’è bocca e gola secca senza desiderio di bere. A questo livello è coinvolto anche lo Shen e ci possono essere irritabilità, confusione, insonnia, afasia, insufficienza respiratoria, mani e piedi freddi. Possono esserci anche delirio e persino il coma. La febbre è alta soprattutto di notte. La lingua è rossa senza induito e il polso è fine, rapido. Se il patogeno arriva a interessare anche il livello più profondo, quello del sangue (XueFen) la situazione è molto grave e l’interessamento è multi-sistemico. In questo caso, avremo febbre alta, fino a una vera e propria disfunzione multiorgano con insufficienza respiratoria, insufficienza epatica e renale, con possibili convulsioni. Una condizione severissima che richiede una terapia di supporto nei reparti di rianimazione. La lingua è rosso scuro senza induito e il polso è rapido e a fil di ferro.

Considerazioni Cliniche Generali

Entrambi i paradigmi presentati sono clinicamente pratici e spiegano, sebbene in maniera differente, l’evoluzione della malattia. Esistono anche altri modi con i quali la MTC interpreta queste patologie, ma questi sono quelli generalmente più considerati.
Dal punto di vista clinico l’attacco alla Wei Qi e, via via, alle energie più profonde facilmente giustifica l’attacco e l’aggravamento che si osserva in questa patologia, ma anche l’invasione del Tai Yang e quindi l’approfondimento agli strati energetici più interni giustificano i modi di diffusione e le possibilità di trattamento. Il COVID-19 si manifesta nella sua veste più aggressiva in condizioni di freddo (zone geografiche fredde) e quindi il paradigma del cosmopatogeno vento freddo sembra quello che più facilmente possa essere preso in considerazione nelle forme virali aggressive stagionali. Il COVID-19 si manifesta anche in condizioni di secchezza, dove il vento diventa un forte traghettatore del patogeno. Possiamo quindi pensare che anche la secchezza possa, in questa patologia, dare forza al vento in modo che possa attaccare facilmente il Polmone che, per sua natura, teme la secchezza e quindi non sa difendersi adeguatamente.

Terapia secondo la MTC

Sebbene l’OMS sostenga che, oltre all’isolamento, ora non ci siano specifiche raccomandazioni per la prevenzione e il trattamento del COVID-19, la MTC, attraverso la somministrazione di miscele di erbe, il rispetto di norme igieniche, la dietetica e il QI Gong ha nei millenni cercato di prevenire e trattare, con qualche successo, epidemie e pandemie simili. La prevenzione e trattamento delle malattie epidemiche erano in qualche modo già trattate nell’antica Cina, come descritto nel “Trattato del Freddo che Danneggia”, un testo del III sec d.C.
Zhang Ji, l’autore, afferma che nei 10 anni a cavallo del II e III secolo d.C. ci fu una grave pestilenza molto letale a causa di una malattia del patogeno Freddo. L’autore cita anche il Su Wen e il Ling Shu, testi di qualche secolo prima, risalenti alla dinastia Han, nei quali sono riportate informazioni rispetto a questo tipo di patologie.
In tali testi, sono descritte due strategie utili per limitare l’epidemia. Da un lato mantenere e migliorare il Qi del corpo assumendo specifiche erbe e dieta appropriata e fare esercizio fisico come “Dao Yin”, corrispondente all’attuale Qi Gong, e dall’altro evitare la fonte di infezione. Questi due principi di prevenzione delle malattie epidemiche sono ancora utilizzati nell’attuale MTC. Da quei tempi a oggi, numerose formule di farmacologia cinese sono state utilizzate e descritte per la prevenzione delle malattie epidemiche. Molte di queste sono riportate nei testi specialistici di Farmacologia Cinese e alcune sono descritte più avanti nel testo. Durante le dinastie Jin, Sui e Tang, dal III al X sec. d.C la strategia che preferenzialmente era utilizzata era l‘uso di formule fitoterapiche per eliminare il patogeno mentre dal XIV sec. in poi (dinastie Ming e Qing) l’approccio si focalizzò sul tonificare la Milza, risolvere l’umidità, purificare il calore e trattare il calore tossico.
Un esempio di formula (Sheng San Zi) riportata intorno all’XI sec durante la Dinastia Song dal poeta Su Shi, consistente in una miscela di 22 differenti erbe, si dimostrò efficace (secondo quanto da lui riportato nella prefazione del “Trattato delle Malattie Febbrili”) nel ridurre l’epidemia che stava spopolando da diversi anni nella Provincia di Hubei, con l’effetto di ridurre il numero dei malati e dei morti.

In epoca recente sono stati riportati studi nella prevenzione del SARS-COV del 2002-2003 e della Influenza A/H1N1 (febbre suina) del 2009. Tre diversi studi, che hanno coinvolto migliaia di soggetti, hanno dimostrato un’importante capacità nel prevenire l’infezione SARS-COV di alcune ricette della farmacologia cinese (la ricetta Yu Ping Fen –polvere del paravento di giada- in aggiunta alla ricetta San Ju o a specifiche erbe che purificano il calore o trattano il calore tossico come Jin Yin Hua, Da Qing Ye, Guan Zhong e Huang Qin). Allo stesso modo, altri 4 studi, di cui tre randomizzati, che hanno coinvolto circa 25.000 soggetti ad alto rischio, utilizzando anch’essi formule di erbe che purificano il calore o trattano il calore tossico, hanno dimostrato che la trasmissione del virus influenzale A/H1N1 nei soggetti trattati si è ridotta di circa tre volte rispetto ai non trattati o trattati col placebo.
In conformità con tutte queste esperienze, diversi medici esperti di medicina cinese hanno suggerito l’uso di diverse miscele di erbe per prevenire la pandemia di COVID-19 e supportato l’implementazione di programmi di prevenzione di MTC in diverse province della Cina. Le erbe proposte sono essenzialmente quelle utilizzate nella prevenzione delle epidemie SARS-COV e della Influenza H1N1. In molte di queste ricette, l’erba Imperatore che svolge il ruolo principale è Huang Qi (radice di Astragalo) che tonifica il Qi di Polmone, la Wei Qi e facilita il sollevamento dello Yang. Le erbe Ministro, quelle che supportano l’effetto dell’Imperatore, sono diverse erbe che tonificano il Polmone e la Milza e stabilizzano l’esterno come Bai Zhu o purificano il calore come quelle sopra riportate. Alcune erbe, come Gan Cao (liquirizia) servono per armonizzare gli effetti delle altre erbe. Infine, sebbene criticato sulla stessa rivista per evidenti errori di metodo, un recente articolo ha riportato che l’utilizzo in 701 pazienti con COVID-19 di un preparato contenente più di 20 erbe (Ma Huang, Xing Ren, Shi Gao, Gui Zhi, Ze Xie, Zhu Ling, Bai Zhu, Fu Ling, Chai Hu, Huang Qin, Zhi Ban Xia, Gan Jiaang, Zi Wan, Kuan Dong Hua, She Gan, Huo Xiang, Qing Pi, Xi Xin, Bei xie, Zhi Ke, Gan Cao) ha avuto un effetto positivo nel ridurre la durata della febbre e la percentuale di aggravamenti. L’analisi della formula evidenzia che molti dei rimedi hanno affinità per il meridiano del Polmone e quindi facilmente agiscono sulle patologie polmonari. Inoltre la formula facilita la salita del Qi di Milza e la discesa del Qi di Stomaco che sono bloccati in questa patologia. Questo migliora la trasformazione dell’umidità e la corretta circolazione del Qi in tutto il corpo.
Per avere il massimo dell’effetto, è comunque necessario eseguire il trattamento, anche preventivo, considerando la sindrome specifica di ciascun individuo e che prevenire è molto meglio che trattare la malattia una volta che si è instaurata. Nella prevenzione è necessario, oltre che bilanciare l’equilibrio energetico del soggetto con le erbe, anche alimentarsi in modo appropriato, bilanciato e conforme alle stagioni, fare attività fisica regolare e pratica di Qi Gong ed evitare attività lavorative sovraccariche.
Oltre a quanto descritto per le erbe e che deve essere tarato in ciascun soggetto per la prevenzione delle epidemie invernali-primaverili, è consigliato bere quotidianamente una tisana con Zi Su Ye (foglie di Perilla), Huo Xiang, Chen Pi (scorza di mandarino), Sha Ren (cardamomo) o Cao Guo (tsao-ko) e Sheng Jiang (zenzero).

In caso di terapia di un’infezione già avvenuta si devono distinguere diversi casi in funzione allo stato di disequilibrio energetico del soggetto malato. In ogni caso la Terapia di MTC è sempre da supporto alla terapia convenzionale. Si possono presentare vari stadi:

1) Stadio iniziale
a. Vento-Freddo con accumulo di umidità
Le manifestazioni cliniche sono avversione al freddo senza sudorazione, mal di testa e pesantezza generale, indolenzimento agli arti, pienezza toracica ed epigastrica, feci molle e grasse, assenza di sete, minzione frequente e urina gialla, lingua con patina bianca e polso debole e superficiale. In questa fase, il Qi di Milza non sale e quello di Stomaco non scende. E’ necessario dissipare il freddo e trasformare ed eliminare l’umidità per ripristinare i corretti movimenti del Qi. La prescrizione raccomandata è Huo Xiang Zheng Qi (Polvere di Agastache per regolare il Qi – una ricetta con 13 erbe). In questa formula l’Imperatore è Huo Xiang che agisce trasformando l’umidità e armonizzando il Riscaldatore Medio. I ministri sono quattro, i primi due sono Chen Pi e Huo Po che facilitano la trasformazione dell’umidità da parte del Riscaldatore Medio, tonificano il Qi di Milza (Chen Pi) e favoriscono la circolazione del Qi (Huo Po) e gli altri due sono Zi Su Ye e Bai Zhi che liberano l’esterno facilitando l’espulsione delle energie patogene. I consiglieri Ban Xia, Da Fu Pi, Bai Zhu, e Fu Ling armonizzano il Riscaldatore Medio, tonificano il Qi di Milza aiutandola a trasformare l’umidità e Jie Geng promuove la circolazione del Qi di Polmone. Gan Cao e Dao Zao armonizzano le azioni degli altri rimedi. Le quantità relative delle singole erbe dipendono in parte dalla condizione del soggetto.

b. Vento freddo che ostruisce il Polmone.
I sintomi sono avversione al freddo (ci può essere o meno febbre), tosse secca, gola secca, affaticabilità, astenia, oppressione al torace, pienezza epigastrica, nausea, feci molli. La lingua è pallida o rossastra e l’induito è bianco viscido. Il polso è molle. La strategia terapeutica è disperdere il freddo e risolvere l’ostruzione polmonare. La prescrizione raccomandata è una miscela di 12 rimedi: Cang Zhu (trasforma l’umidità, tonifica Stomaco e Milza e disperde il vento umidità e il vento freddo), Chen Pi, Huo Po, Cao Guo, Qiang Huo, Sheng Jiang, Da Fu Pi (areca), Huo Xiang, Jiang Huang (curcuma) e tre rimedi non utilizzabili fuori dalla Cina, Chan Tui (muta della cicala), Jiang Can (larva baco da seta) e Ma Huang (efedra). Le quantità dei singoli rimedi dipendono dal singolo soggetto.

2) Stadio Intermedio caratterizzato dal patogeno epidemico che blocca il polmone
La sintomatologia comprende febbre persistente ma anche in alternanza freddo-caldo, tosse secca e respiro sibilante, distensione addominale, costipazione, oppressione al torace, affaticabilità, difficoltà respiratoria. Lingua rossa con induito giallo viscoso o secco. Polso scivoloso e rapido. La strategia terapeutica è disperdere il calore e trattare il calore tossico. La prescrizione raccomandata è una miscela di rimedi: Tian Xing Ren (mandorle), Shi Gao (gesso), Tian Hua Fen (trichosanthes), Da Huang (rabarbaro), Gao Guo, Da Fu Pi, Cang Zhu, Tao Ren (nocciolo di pesca), Ting Li Zi (lepidio) e il vietato Ma Huang. A questa terapia in Cina viene anche raccomandato aggiungere iniezioni di Xuebijing, un preparato estratto da 5 erbe (Hong Hua, Chi Shao Yao, Chuan Xiong, Dan Gui e Dan Shen) e utilizzato da diversi anni nel trattamento delle sepsi.

3) Stadio severo
a. Forte stasi con produzione di calore tossico.
La sintomatologia è caratterizzata da febbre alta oppressione toracica, labbra scure, carnagione violacea, obnubilazione. Lingua rosso vivo con induito giallo asciutto. Polso a fil di ferro. La strategia terapeutica è purificare il fuoco, tonificare il sangue e promuoverne la circolazione, disperdere la stasi. La prescrizione raccomandata è il San Huang Si Wu Tang (Decotto delle Quattro Sostanze con i Tre Farmaci Gialli) + Shang Jiang. San Huang Si Wu Tang è composto da Si Wu Tang (Shu Di Huang + Bai Shao Yao + Dang Gui + Chuan Xion) + Da Huang, Huang Lian e Huang Qin. Anche in questo caso si raccomanda di aggiungere iniezioni di Xuebijing.

b. Blocco interno e collasso
La sintomatologia include dispnea, agitazione, arti freddi, sudorazione fredda, necessità di ventilazione assistita, coma. La lingua è viola scura, spessa o secca. Il polso fluttuante. La strategia è ripristinare lo Yang collassato. La prescrizione è Shen Fu Tang (decotto di ginseng e Aconito) + Shan Zhu Yu (frutto cornus). Oltre alle iniezioni di Xuebijing, in Cina è inoltre raccomandato aggiungere pillole di Angong Niuhuang Wan (chiamato uno dei tre tesori della Medicina Cinese), un preparato cinese di natura fredda costituito da 11 prodotti (non usata in occidente per alcuni costituenti di origine animale e minerale) utilizzato nel trattamento delle malattie febbrili severe, di epoca Qing e descritta da Wu Jutong nel “Trattato sulla Differenziazione e Trattamento delle Malattie Febbrili Epidemiche”. Studi Cinesi degli ultimi 20 anni riportano che questo preparato ha alcuni effetti sinergici con le terapie convenzionali nel migliorare la prognosi in alcuni tipi di stroke e per questo ancora oggi utilizzato.

4) Fase di remissione
a. Con prevalente deficit di Polmone e Milza
I sintomi comprendono fiato corto, astenia, anoressia, nausea, vomito, pienezza toracica, feci molli e grasse. La lingua è improntata e pallida con induito bianco viscido. La strategia è tonificare Milza e Polmone e la prescrizione raccomandata comprende Zhi Ban Xia, Huang Qi, Fu Ling, Huo Xiang, Sha Ren. A questa terapia si consiglia di aggiungere anche Xing Sha Liu Zi Tang (il Decotto dei sei nobili gentiluomini con Cardamomo e Saussurea).

b. Con prevalente deficit di Qi e Yin
La sintomatologia principale comprende il calore generalizzato con forte sudorazione, vomito, ostruzione toracica e mancanza di respiro, astenia, irritabilità, depressione. Lingua rossa con induito assente o sottile, polso rapido, fine e anche vuoto. E’ una situazione da risoluzione della sindrome dello strato QiFen nella quale si sono consumati Qi e liquidi. La strategia terapeutica oltre alla purificazione del calore prevede la tonificazione di Qi e Yin con il preparato Zhu Ye Shi Gao (decotto di Gesso e Lophatherum) che comprende i seguenti rimedi: Dan Zhu Ye, Shi Gao, Ren Shen, Mai Men Dong, Ban Xia, Jiin Mi, Gan Cao ai quali si può aggiungere Wu Wei Zi per rafforzare la capacità di non perdere liquidi e di tonificare il Qi del polmone.

Conclusioni

Questo scritto riassume le principali caratteristiche del COVID-19 dal punto di vista occidentale e della Medicina Cinese alla data del 18 marzo 2020. Offre inoltre uno spunto di analisi eziopatogenetica e clinica da parte della MTC, e anche storico, di questo tipo di patologie pandemiche e propone rimedi e ricette per ciascuna delle sindromi energetiche che più probabilmente si incontrano nella infezione di COVID-19. Presenta anche possibili strategie di prevenzione. Le proposte si basano sull’esame dei dati disponibili nella letteratura antica e moderna. Alcune di queste, derivano da studi anche sistematici in patologie simili e altre da proposte di esperti della materia e dallo studio e dalle esperienze ricavabili dalla letteratura antica. In ogni caso le formule di MTC proposte possono essere un approccio alternativo sia per la prevenzione nella popolazione ad alto rischio (es: operatori sanitari) e sia per il trattamento aggiuntivo nella popolazione infetta.

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