Tuina

Dismenorrea: trattamento con il Tuina

dolori ciclo femminile dismenorrea

Dismenorrea: trattamento con il Tuina

Cos’è la dismenorrea

Per dismenorrea si intende un ciclo mestruale doloroso, disturbo che interessa la maggior parte delle donne in età mestruale, può manifestarsi in maniera più o meno intensa e mutare con l’età o in seguito a gravidanze.
In generale i sintomi dolorosi possono comparire durante i giorni del ciclo oppure precederlo di 1-3 giorni; generalmente si raggiunge il picco di dolore tra il primo ed il secondo giorno per scomparire entro 2 o 3 giorni.
La tipologia di dolore può variare da acuto a più tenue, con localizzazione nel basso addome, e può manifestarsi con crampi, fitte lancinanti, dolore sordo e costante; in alcuni casi può irradiarsi alle gambe e può essere accompagnato da altri disturbi quali cefalea, nausea, stipsi o diarrea, dolori lombari, astenia; in casi meno frequenti può esserci anche vomito.

Dal punto di vista della medicina tradizionale cinese

TONG ZE BU TONG, BU TONG ZE TONG
se il flusso è libero non vi è dolore, se vi è dolore il flusso non è libero” (dal testo antico Huang Di Nei Jing, per saperne di più sul significato di Huangdi Neijing o anche per traduzioni dei “classici”).
La Medicina Tradizionale Cinese vede alla base delle sindromi dolorose le stasi, ovvero dei blocchi, la cui origine può avere cause diverse e manifestarsi con sintomi altrettanto diversi, sia per quanto riguarda il tipo e l’intensità di dolore che si manifesta, sia per i sintomi associati al dolore.
Nello specifico della dismenorrea si differenziano stasi da pieno o da vuoto, dove nei quadri da pieno si intendono situazioni in cui il passaggio del flusso è ostruito e bloccato, mentre nei quadri da vuoto si intende la mancanza della giusta quantità di energia o di sangue affinché ci sia un flusso corretto.
Nei casi da pieno il flusso può essere bloccato da agenti esterni come il freddo che invade l’utero o calore e umidità che si deposita al jao inferiore (basso addome), mentre i quadri da vuoto sono più legati ai problemi di meridiano, come può essere il deficit di qi e/o di sangue, in cui è coinvolto principalmente il meridiano di milza, oppure il deficit di yin dei meridiani di rene e fegato.

Sintomi, principi terapeutici e modalità di trattamento con il Tuina

Le diverse cause di stasi generano sintomi altrettanto diversi e per poter definire le dinamiche di trattamento il primo passo è quello di analizzare i sintomi ed individuare le cause all’origine della stasi, per poi verificare il principio terapeutico e definire uno schema di trattamento.
In generale il principio terapeutico nei casi da pienezza sarà quello della dispersione, ovvero rimuovere blocchi ed ostruzioni eliminando freddo, calore o umidità per permettere a qi e sangue di diffondersi correttamente, mentre nei casi di vuoto il principio terapeutico sarà di tonificazione, andando a sostenere e rafforzare qi, sangue o yin.
Per contrastare la ricomparsa del disturbo solitamente i trattamenti tuina sono accompagnati da consigli alimentari che seguono i principi della dietetica cinese e di valutazione di eventuali abitudini di vita quotidiana scorrette.

Alcuni esempi:

Nelle stasi da freddo in utero il freddo raggiunge l’utero e “congela” la diffusione di qi e sangue. Le cause possono essere attacchi dall’esterno, per esposizione al freddo, o una alimentazione ricca di cibi di natura fredda (latticini, frutta e verdura cruda, bevande fredde).
I sintomi sono legati a freddolosità diffusa con dolore localizzato nella zona del basso addome che migliora scaldando localmente, il flusso solitamente è scarso e scuro con possibili coaguli e frequenza ad urinare.
In questo caso il principio terapeutico sarà quello di disperdere il freddo andando a riscaldare i meridiani per regolarizzare il flusso.
Nel trattamento la tecnica elettiva per contrastare il freddo sarà la moxa da utilizzare sia localmente, nella zona addominale, sia su specifici punti di meridiano ed è consigliato effettuare il trattamento non in corrispondenza dei giorni del ciclo.

Nelle stasi da umidità/calore questi possono raggiungere il jao inferiore (localizzato nel basso addome, corrisponde al focolaio vescica, rene ed intestini) a causa di esposizione prolungata ad ambienti caldi ed umidi o per una alimentazione troppo ricca di alimenti di natura riscaldante ad esempio alcolici e caffè o di natura umidificante ad esempio farine raffinate e latticini, andando a disturbare la diffusione di qi e sangue. La presenza eccessiva di calore può causare secchezza, “asciugando” le sostanze e l’umidità può renderle “appiccicose”, ostacolandone il flusso.
I sintomi generali sono legati a pienezza, con dolore in zona pelvica soprattutto nei primi giorni del ciclo ed il flusso è solitamente denso di colore rosso scuro.
Nei giorni precedenti al ciclo si possono avere leucorrea, dovuta ad eccesso di umidità, ed urine cariche, causate da eccesso di calore.
Il principio terapeutico in questo caso sarà di disperdere il calore in eccesso e drenare l’umidità.
Per il trattamento non è consigliato l’utilizzo della moxa ma si prediligono tecniche di digitopressione e manovre di mobilizzazione e dispersione, agendo sul decorso dei meridiani e su punti specifici.

Nelle stasi da deficit di qi e xue (sangue) è interessato principalmente il meridiano di milza.
Il sistema del meridiano di milza è coinvolto sia nella produzione di qi e sangue che nel trasporto di sangue nei meridiani, quindi se il sistema è affaticato ed in deficit può non disporre di abbastanza qi per permettere il trasporto del sangue o non essere in grado di produrre una giusta quantità di questa sostanza.
In entrambi i casi si genera stasi con sintomi legati a sensazione di pesantezza e tensione, con dolore sordo che si presenta solitamente a fine mestruo nella zona del basso addome ed un flusso scarso e liquido di colore rosso chiaro. Oltre al dolore possono esserci sintomi generali di astenia e pallore.
In questo caso il principio terapeutico sarà quello di tonificare il qi e nutrire il sangue per ripristinare il flusso a partire dai canali chongmai e renmai, che hanno tra le loro funzioni quella di regolarizzate i flussi del qi.

Nelle stasi da deficit di yin di rene e fegato la causa della stasi è una mancanza, una insufficienza della parte yin dell’organismo, ovvero di liquidi corporei e sangue, riferita ai meridiani di rene e fegato. I sintomi si presentano soprattutto a fine mestruo con dolore sordo al basso addome e possibile dolore lombare con flusso scarso e liquido di colore rosso chiaro.
Oltre al dolore lombare possono presentarsi anche altri sintomi da deficit di yin, come stanchezza eccessiva e disturbi del sonno.
Il principio terapeutico sarà quello di tonificare lo yin dei sistemi di fegato e rene, andando a nutrire sangue e liquidi.

Esempio di come si svolgono i trattamenti Tuina

Trattamento di un quadro di dismenorrea da freddo in utero

Nella Medicina Tradizionale Cinese il primo incontro con il cliente è quello in cui effettuare la valutazione energetica, facendo una indagine su disturbi e sintomi ed individuare cause ed origini al fine di definire lo schema di trattamento più adatto.
Un quadro frequente di dismenorrea è quello legato al freddo in utero, in questi casi le clienti riferiscono freddolosità, dolore spesso con fitte al basso addome e necessità di scaldare questa parte per alleviare il dolore, flusso scarso e scuro con coaguli scuri.
La lingua si presenterà di colore violaceo con venule scure.
Lo schema di trattamento per questi casi prevede come prima cosa quella di eliminare il freddo che si è accumulato nell’utero e che ha “congelato” il passaggio di qi e sangue.
Lo schema di trattamento predilige manovre tuina di mobilizzazione di qi e sangue, per disperdere il freddo, e moxa come tecnica complementare da utilizzare sia localmente che su punti di meridiano.

Qui di seguito è presentato un esempio di come può svolgersi un trattamento di circa 45 minuti, specificando le manovre utilizzate, tecniche complementari, punti di meridiano e le tempistiche.

Iniziare il trattamento dalla schiena in posizione prona con manovre per distendere e riscaldare.
Zona lombare: manovre di frizione (mofa e roufa) con effetto riscaldante per 2/3 minuti.
Meridiano di vescica: dalle spalle alla zona lombare manovre di rotolamento e spinta lineare (gunfa e tuifa) per 5 minuti, per sciogliere e distendere la muscolatura.
BL23: moxa bilaterale per 2/3 minuti su ogni punto per disperdere il freddo.

Proseguire il trattamento in posizione supina
Zona del basso addome: manovre di frizione (mofa e roufa) con effetto riscaldante per 2/3 minuti e successivamente moxa box in corrispondenza dei punti 6CV-3CV-ST29 per circa 15 minuti, per disperdere il freddo.
Contemporaneamente all’applicazione della moxa box lavorare sulle gambe in leggera dispersione per distendere e mobilizzare il qi dei canali.
Canale di vescicola biliare: dall’anca alla caviglia manovre di presa ed impastamento (nafa, naroufa) per 4/5 passaggi.
Canali yin delle gambe: dalla caviglia all’inguine manovre di presa ed impastamento (nafa, naroufa) e di spinta lineare (tuifa) per 4/5 passaggi
SP6: manovre di pressione e pressione/impastamento (anfa, anroufa) bilaterale per 2 minuti + moxa bilaterale per 2 minuti su ogni punto per disperdere il freddo.
SP4: moxa bilaterale per 2 minuti su ogni punto per disperdere il freddo.
Canali yin e yang delle gambe: sui canali yin dalla caviglia all’inguine manovra di spinta lineare (tuifa) + lungo vescicola biliare dall’anca alla caviglia manovra di raschiamento (naofa) per 4/5 passaggi, per mobilizzare il qi e diffondere il calore.
Terminare nel basso addome con manovre di frizione e vibrazione profonda (roufa e zhenfa) per mobilizzare il qi e diffondere il calore.

Questo schema di trattamento va ripetuto per più sedute con possibilità di qualche variazione, in base all’andamento generale tra una seduta e l’altra.
Come dinamica di trattamento sarebbe bene iniziare due o tre settimane prima del ciclo con una media di una o due sedute a settimana (dipende dall’intensità del disturbo), per poter valutare gli effetti dei trattamenti dal ciclo successivo. Il primo ciclo dopo i trattamenti solitamente presenta già miglioramenti, ovvero un flusso meno scarso e di colore rosso più vivo, i coaguli possono diminuire o scomparire ed il dolore si attenua, così come si attenua la freddolosità.
In base ai miglioramenti riscontrati lo schema di trattamento per le sedute successive viene rivisto e riadattato, possono variare manovre e punti da utilizzare e ridursi i tempi di esecuzione della moxa, le sedute solitamente si diradano fino al ciclo successivo che, fatta eccezione per i casi più gravi, si presenta già con dolore scarso o assente.

Consigli e buone abitudini

Le cause principali di dismenorrea da freddo derivano da abitudini quotidiane, ad esempio una alimentazione non equilibrata ed esposizione ad attacchi di freddo patogeno, per questo oltre ai trattamenti è di fondamentale importanza intervenire sulle abitudini per evitare il ripresentarsi del disturbo.
In alimentazione è importante evitare, o quantomeno limitare il più possibile, alimenti freddi o di natura fredda come frutta e verdure crude, latticini freschi e bevande fredde prediligendo alimenti di natura tiepida e cotture al forno o saltate.
Gli attacchi di freddo patogeno possono essere causati sia dal fattore climatico, sia da contatto prolungato o frequente con l’acqua durante il ciclo. E’ buona abitudine quindi evitare di rimanere per lungo tempo in luoghi freddi e ventosi o con aria condizionata molto forte ed utilizzare un abbigliamento che protegga adeguatamente dai fattori climatici. Inoltre durante il ciclo, specialmente nei primi giorni, è bene evitare docce, bidet, lavare i capelli, così come bagni in piscina e al mare o docce fredde anche nei periodi estivi, con particolare riguardo ed attenzione a zona addominale, gambe e piedi (dove decorrono i canali yin interessati alle funzioni di produzione e distribuzione di sangue e qi).
Infine praticare attività fisica moderata e costante, che favorisca la respirazione diaframmatica/addominale (qi gong, tai chi e camminate), aiuta a mobilizzare il qi contrastando le stasi e favorendo il giusto fluire di qi e sangue in tutto il corpo.

Nell’offerta formativa di ScuolaTao è compreso il corso di Tuina.

Autore: Sabrina Giacomoni, in collaborazione con Terzo Rosetti – ScuolaTao